CENTRALI ENERGIA SOLARE











CENTRALI PER LA PRODUZIONE DELL'ENERGIA ELETTRICA CHE SI BASANO SULLO SFRUTTAMENTO DELLA LUCE O DEL CALORE PROVENIENTE DAL SOLE

Esistono due tipologie di centrale solare: le centrali fotovoltaiche e quelle a concentrazione o termodinamiche.

 Le centrali solari sfruttano l’irradiamento del sole per generare energia pulita da circa due decenni, ma impianti con capacità di migliaia di megawatt sono entrati in funzione solo negli ultimi anni. In particolare due paesi ne hanno guidato l’implementazione: Cina e India. Insieme, le due potenze, ospitano attualmente 9 delle 15 centrali solari più grandi del mondo in funzione dal 2021.

Una cosa che hanno in comune le più grandi centrali solari del mondo è sicuramente l’accesso a grandi distese di terreno aperto, in particolare deserti. Non a caso, tre dei più recenti mega parchi solari si trovano oggi in Medio Oriente: il parco solare Benban in Egitto, il parco solare Mohammed bin Rashid Al Maktoum e la centrale solare Noor Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti.

L’energia solare, con particolare riferimento al fotovoltaico, troverà nella Sicilia  un nuovo impianto, nelle Province di Enna e Catania.  Sarà operativo nel 2025 e dovrebbe arrivare a produrre, su base annua, circa 400 Gigawattora (GWh). Una quantità di energia tale da soddisfare il fabbisogno di circa 154.000 famiglie.

Centrale solare fotovoltaica

Nelle centrali fotovoltaiche si sfrutta appunto l’effetto fotovoltaico per produrre elettricità: la capacità che hanno alcuni materiali semiconduttori (opportunamente trattati) di generare elettricità quando esposti alla radiazione luminosa.

Le centrali fotovoltaiche sono composte da un gran numero di moduli fotovoltaici, collegati elettricamente tra loro per formare le cosiddette stringhe, che a loro volta sono collegate in parallelo e, connesse all’inverter, forniscono la potenza richiesta.

Centrale solare termodinamica

Nelle centrali solari termodinamiche (o a concentrazione), non esistono pannelli fotovoltaici ma specchi, che concentrano i raggi del Sole verso un punto preciso - il ricevitore - che contiene un fluido termovettore adatto ad immagazzinare e trasportare calore.

Il calore prodotto dai raggi solari trasforma il fluido del ricevitore in vapore, che viene poi indirizzato da un sistema di tubazioni fino ad azionare una turbina. L’energia meccanica prodotta dalla turbina viene trasmessa all’alternatore, che la trasforma in elettricità. 


ESEMPI DI CENTRALI TERMODINAMICHE

OVOLO/OVALE Maschere di Carnevale

Maschere alunni 1F 2024 25

SI PARTE DALLA COSTRUZIONE DELL'OVOLO O OVALE PER LA REAPPRESENTZIONE DI UN VOLTO CON RAGGIO DI 7 CM


ESEMPI DI MASCHERE DI CARNEVALE




















LAVORI DEGLI ALUNNI DI CLASSE PRIMA PLESSO ABBAGNANO








ATTIVITA' ED CIVICA:CYBERBULLISMO

PERCORSO INIZIALE

1) Internet non ha regole
2) Internet è perfetto per fare scherzi, non bisogna prendersela: è solo un gioco
3) Le cose dette su internet fanno meno male di quelle dette in faccia
4) Non bisogna intervenire, in rete ognuno deve imparare a cavarsela da solo
5) Se ci sono dei problemi in rete è meglio non coinvolgere gli adulti, si rischia di far peggio

Dopo ogni domanda si chiede agli studenti di schierarsi (ad esempio con alzata di mano) in accordo o in disaccordo con l’affermazione. 

Proiettaiamo due o più dei seguenti video a scelta:

- MARCO MENGONI E PAOLA CORTELLESI – MONOLOGO SUL BULLISMO (9 min)
(consigliato: scuola secondaria di 1° grado)
- GAETANO, video 1 e 2 (4 min) (consigliato: scuola primaria e secondaria di 1°grado)
Nota: i due video narrano la stessa vicenda da due diversi punti di vista, prima
quello di una compagna di classe e poi quello di Gaetano, vittima di cyberbullismo.
Dopo il primo è utile chiedere agli studenti come immagino che stia vivendo la
situazione Gaetano.

In aggiunta o alternativa prendere un testo riferito ad un fatto di cronaca grave legato al tema
del cyberbullismo. Consigliata: la lettera del padre di Carolina Picchio, pubblicata sul Corriere

PERCORSO DI RIFLESSIONE

1. Dopo aver proposto lo spunto iniziale (video e/o articolo) si chiede ai ragazzi un momento
di condivisione e rielaborazione prendendo spunto dalle seguenti domande:

- che emozioni avete provato guardando/ascoltando questa storia?
- come ritenete si sentissero i protagonisti?
- perché secondo voi in tanti non intervengono di fronte a queste situazioni?
- è facile capire cosa sta provando chi si trova vittima di queste situazioni?
- da quali segnali si può capire quando uno scherzo è andato troppo oltre?

2.. Si introduce quindi la parola EMPATIA 
 formulare una definizione propria, quindi chiedere degli esempi concreti e 
 in quali situazioni è più facile e quando meno facile provare empatia per qualcuno.
quando e perché essere “empatici” è utile/scomodo/importante?

Si conclude l’attività con un breve video a tema:
- spot sull’EMPATIA (1 min) (consigliato: scuola primaria e secondaria)

3. INTERVENIRE O MIMETIZZARSI ? (PIANO ETICO)

 riflettere su come normalmente le persone reagiscono quando sono testimoni di questi fatti e in un secondo momento  chiedersi se c’è un modo “giusto” o “sbagliato” di agire e qual è la responsabilità di ciascuno in questi casi.

Spunti di partenza:
- LA FELPA DEL BULLO (4min)
- SASSO CARTA e FORBICI (1 min) 

cosa vi ha colpiti di più e se avete riscontrato situazioni a loro familiari all’interno dei filmati.

Rispondere :
-  i filmati rispecchiano sempre la realtà, o in alternativa quali sono altri comportamenti comuni di chi assiste ad atti di bullismo e cyberbullismo.
 - perché non è facile reagire e mettersi contro “il gruppo”?
- quali sono i comportamenti giusti e come metterli in pratica?

ATTIVITA’ PRATICA:
Si propone quindi di rielaborare i temi trattati attraverso un’attività pratica suddividendo gli
studenti in 3 o più gruppi chiedendo di preparare dei cartelloni per sintetizzare il dibattito
concentrandosi rispettivamente su:
- da quali segni si può capire che uno scherzo è andato troppo oltre?
- elenco delle emozioni collegate a bullismo e cyberbullismo (nome ed esempio) ?
- cosa fare se si è vittime o testimoni di una situazione di bullismo/cyberbullismo ?

nel cyberbullismo intervengono anche altri elementi, quali:
• L’impatto (viralità): la diffusione di materiale tramite internet è incontrollabile e non è possibile
prevederne i limiti (anche se la situazione migliora, video e immagini potrebbero restare online.)
• La possibile anonimità: chi offende online potrebbe tentare di rimanere nascosto dietro un
nickname e cercare di non essere identificabile
• L’assenza di confini spaziali: il cyberbullismo può avvenire ovunque, invadendo anche gli spazi
personali e privando l’individuo dei suoi spazi-rifugio (è raggiungibile infatti anche a casa propria).
• L’assenza di limiti temporali: il cyberbullismo può avvenire a ogni ora del giorno e della notte.
Sempre più spesso il cyberbullismo è collegato al bullismo tradizionale. Azioni di bullismo reale, ad esempio,
possono essere fotografate o videoriprese, per poi essere pubblicate e diffuse sul web (social network, siti di
foto-video sharing, email, blog, forum e chat).
 Il 29 maggio 2017 il Parlamento Italiano ha varato la legge n.71 entrata in vigore il 18 giugno 2017.
Tale norma dal titolo “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del
cyberbullismo” fornisce una definizione precisa di cyberbullismo, ovvero “qualunque forma di pressione,
aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione,
acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata
per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più
componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un
minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in
ridicolo.” [art.1 comma 2.]
È interessante notare come tra le fattispecie elencate siano comprese azioni che riconducono al reato
penale (ricatto, diffamazione, furto d’identità) e altre che non lo sono (ingiuria, forme di pressione…)





LA CARTA

Materie prime per la produzione della carta

Nella produzione della carta le materie prime si distinguono in:
· Materie prime fibrose;
· Materie prime non fibrose (SOSTANZE DI CARICA, COLLA E COLORANTI)

Le prime concorrono in misura prevalente alla produzione e costituiscono "il corpo" del prodotto stesso. Le seconde servono a conferire quelle caratteristiche tecnologiche e di stampabilità richieste dal prodotto (grammatura, spessore, superficie liscia , permeabilità, colore, lucido, stampabilità, velocità di stabilizzazione dell'inchiostro, ecc).

Le materie prime fibrose

Le materie prime fibrose per carta sono di origine vegetale e sono costituite essenzialmente da cellulosa che è il composto fondamentale del regno vegetale. 

Sono costituite da:fibre lunghe (pino, abete, larice)fibre corte (faggio, betulle, eucaliptus, pioppo).


Per produrre paste cartarie si utilizza quasi esclusivamente legname di recupero ed a basso costo, cioè:• scarti di altre produzioni quali segherie, fabbriche di imballaggi o mobili;• tronchi di piccola pezzatura e comunque non utilizzabili per lavorazioni qualitativamente superiori.

Le materie prime non fibrose
Tutte le materie fibrose per essere trasformate in carta devono essere opportunamente lavorate e mescolate con le sostanze denominate ausiliarie (o materie prime non fibrose); queste conferiscono alla carta determinate caratteristiche desiderabili.
I prodotti ausiliari si distinguono in sostanze di carica e sostanze collanti.

Le sostanze di carica che vengono comunemente adoperate rientrano nelle categorie dei carbonati (carbonato di bario, di calcio e di magnesio); degli ossidi (biossido di titanio); dei silicati (asbestina, bentonite, caolino e talco); dei solfati (solfato di bario e di calcio) e dei solfuri (solfuro di zinco).
Esse hanno la proprietà di conferire all'impasto fibroso determinate caratteristiche positive derivanti dal fatto che le sostanze di carica riempiendo gli spazi compresi tra le fibre consentono di ottenere una superficie chiusa e piana.
I principali vantaggi sono quindi:
  • migliore ricettività dell'inchiostro
  • migliore lisciatura
  • maggior grado di bianco (dipendente dal fatto che le sostanze impiegate sono generalmente bianche)
  • favoriscono la formazione del foglio

Le principali sostanze collanti sono: la resina, l'amido, la caseina, le cere, le resine sintetiche ecc.
Il collaggio che si ottiene con l'impiego di tali prodotti conferisce alla carta una impermeabilità ai liquidi ed agli inchiostri (rendendola così scrivibile).

(MAPPA REALIZZATA DALL'ALUNNA CLARA DE ANGELISI di prima I)


Il processo produttivo

1) Preparazione delle paste
Esistono 2 tipi di paste 
- Pasta chimica o Pasta di cellulosa Durante la cottura si separa la lignina e resta cellulosa quasi pura. Da 100 Kg di legno secco si ha una resa di circa 40 Kg di cellulosa. Le carte prodotte con questo tipo di pasta sono di ottima qualità. Questa pasta si utilizza anche per la produzione di fazzoletti di carta, tovaglioli e ogni tipo di carta assorbente.



- Pasta meccanica o pasta di legno Questa pasta viene ottenuta sfibrando il legno esclusivamente per via meccanica. I tronchetti di legno vengono scortecciati e pressati contro una mola rotante e abrasiva. La pasta ottenuta viene raffinata per ridurre le dimensioni delle fibre, e sbiancata.

2) Imbianchimento delle paste
L’imbianchimento delle paste viene fatto tradizionalmente con il cloro, che è un elemento inquinante.
Attualmente in Europa la maggior parte di produttori di paste e di carta si sono spostati verso sostanze di imbianchimento alternative, meno inquinanti.
Le paste dette ECF (Elemental Chlorine Free = prive di cloro elementare) hanno sostituito largamente quelle prodotte con il cloro, soprattutto nelle carte da scrivere e da stampa.

3) Lavorazione

Nelle cartiere le diverse paste vengono spappolate in acqua e mescolate insieme in un’apposita macchina, chiamata Pulper, in diverse percentuali, a seconda del tipo di carta che si vuole ottenere.
L’impasto ottenuto viene poi sottoposto ad una raffinazione, allo scopo di ricavare una poltiglia fine ed uniforme. Nei raffinatori la pasta è costretta a passare attraverso delle lame che sminuzzano sempre più finemente le fibre di cellulosa.
L’impasto raffinato viene inviato nel tino miscelatore, dove vengono aggiunte sostanze di carica (caolino), sostanze collanti ed eventuali sostanze coloranti.

La trasformazione dell’impasto in carta avviene nella macchina continua. L’impasto, molto diluito, viene fatta cadere su un telo di formazione, costituito da una rete metallica, simile ad un nastro trasportatore, sempre in movimento. La poltiglia si distribuisce uniformemente sul telo, l’acqua scola attraverso le maglie della rete e viene aspirata da appositi cassoni, le fibre si avvicinano e si intrecciano a cominciano a formare un nastro compatto. Alla fine di questa prima parte della macchina il foglio di carta si stacca e comincia a passare attraverso una lunga serie di cilindri rotanti che hanno lo scopo di formare un foglio, sgocciolarlo, tenderlo seccarlo, lisciarlo e finalmente arrotolarlo in grandi bobine.


CLASSIFICAZIONE DEI PRODOTTI CARTARI


Seguendo il libro di testo prova a classificare i prodotti cartari ed individuane alcuni che puoi reperire inserendo in esempio un quadrato di almeno 3cmx 3cm del prodotto cartario che hai reperito, Realizza una tabella sul quaderno seguendo l'esempio qui sotto:



ESERCIZITAZIONI SULLA CARTA





MBOT2 PROGRAMMI DI ESEMPIO

 LAMPEGGIANTE ROSSO BLU

Scegli il dispositivo MBOT2 - ricopia lo script per accendere ad intermittenza i led rosso e blu


COLORI A CASO

ATTIVITA' MUSICALI 

SI PUO' TRASFERIRE SU MBOT2 UNA CANZONE SCEGLIENDO IL BLOCCO DA  AUDIO 


PER ASCOLTARE LA CANZONE RIPRODOTTA (NON AVENDO A CASA MBOT) SI PUO' UTILIZZARE UNO SPRITE E CARICARE L'ESTENSIONE STRUMENTI MUSICALI
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